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Oggi voglio parlarvi della storia del Castrum Albareti, ovvero del Castello di Albereto.

Innanzitutto una precisazione è d’obbligo.
Mentre oggi con il termine “Castello” indichiamo di solito una rocca, in età medievale per Castrum si intende un paese fortificato, ossia cinto da mura. Il Castello è dunque la sede di una comunità, con case di abitazione, botteghe, chiese, uffici pubblici e relativi funzionari, dipendenti da un capitano.
Di norma il Castello ha anche le sue regole di vita, le sue leggi, raccolte in un codice chiamato “statuto”; al castello di Albereto vigevano gli statuti di Montescudo.

L’antico nome «Castrum Albareti» deriva sicuramente dalla presenza di una folta foresta di querce, tigli, pioppi e pini che nell’antichità ricoprivano tutta l’area pedemontana.
Probabilmente già urbanizzata ai tempi del dominio Romano, la località viene citata per la prima volta nel famoso diploma imperiale del 962 (documento però ormai riconosciuto come un falso storico) col quale l’imperatore Ottone avrebbe investito Ulderico di Carpegna di una serie di castelli, fra cui appunto anche Albereto.
Le prime notizie certe risalgono al 1227 quando Albereto stipulò un patto federativo con i Malatesta. Le continue lotte fra le due famiglie dei Malatesta e dei Carpegna influenzarono anche la storia di Albereto, che passò di mano più volte fra le due famiglie, fino al 1336 anno che decretò la definitiva conquista del castello da parte di Pandolfo Malatesta. Da questa data a parte qualche piccola parentesi, saranno sempre i Malatesta a controllare il castello dotandolo circa a metà del XV secolo delle alte mura difensive ancora oggi visibili.
Anche con la definitiva scomparsa della dinastia dei Malatesta con Pandolfo (1475 – 1534), Albereto rimase comunque legato alla città di Rimini almeno fino al 1700.
Durante la dominazione napoleonica nel 1797 con la costituzione della Repubblica Cisalpina venne inserita nel cantone di Montescudo, per tornare poi quando Napoleone dovette lasciare la Romagna sotto la dominazione del governo pontificio. Fu annessa con l’unità d’Italia nella provincia di Forlì distretto di Rimini.

Il Castello di Albereto, purtroppo, ha subito pesanti danni durante i due conflitti mondiali, ed in particolare nel settembre del 1944 con la distruzione del complesso (chiesa e oratorio) di San Bernardino (ricordate che da qui passava la linea gotica, una linea difensiva che fu costruita dai militari Tedeschi nel 1944 per impedire che gli Alleati raggiungessero la Pianura Padana)

È stato oggetto di un sommario restauro nel 1953, fino ad arrivare al 1996, quando, con il nome “Rivivere il Castello”, si da’ il via al progetto di recupero e valorizzazione del Castello di Albereto, terminato nel 2003.
Qui di seguito alcune fotografie del Castello di Albereto prima del piano di recupero (ringrazio per la gentile concessione Mauri Fausto…la persona che forse più ama questo splendido borgo).

Il recupero del Ristorante "Castello di Albereto" Enoteca - la Bottega di Venanzio