Castello di Albereto Fabbrica Gastronomica
BMM ZONE 2011
Il numero di Giugno 2011 di BMM Zone riserva una pagina al Castello di Albereto.
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CASTELLO DI ALBERETO
Premio Rimini Europa 2010
Ristorante dell'anno




WELLNESS FARM

Anna Oxa ha raccontato al mensile "Ok Salute" il suo particolarissimo regime alimentare che segue i dettami della dieta veganic e di come questo percorso le doni equilibrio e benessere.

"La mia prima colazione? Varia e abbondante. Un bel piatto di pasta o riso, lenticchie, ceci e tante buone verdure, crude o cotte e rigorosamente biologiche. Anche germogli e chicchi a fornirmi energia per un buon inizio di giornata. A pranzo, ma anche a cena, amo iniziare con verdure crude o insalate, quindi riso, cous cous, pomodori o patate al forno, legumi e tofu, e infine un bel dolce, in una combinazione equilibrata e mai casuale, variata di volta in volta in base al fabbisogno proteico e quindi anche al tipo di colazione fatta la mattina. Olio extravergine d'oliva, assolutamente a crudo, a condire i miei piatti. Il sale? No grazie! Molto meglio le spezie per esaltare i sapori, i sapori veri che non si è più abituati a percepire. E la frutta? Sì, ma biologica e matura, anche secca, come merenda o spuntino e lontana dai pasti principali o nel caso a sostituire pranzo o cena. Non mi privo di niente e ricevo ogni giorno il giusto apporto energetico" ha dichiarato Anna Oxa ed ha aggiunto: "La mia non è una dieta dimagrante ma una vera e propria educazione alimentare veganic. Che cosa vuol dire veganic? Veg è l'abbreviazione di vegetariana e vegana, mentre anic è l'acronimo di Alimentazione naturale integrale consapevole. Già, è la consapevolezza la chiave di tutto. Conoscere ciò che mangiamo significa capire chi siamo avendo cura di noi stessi. Si attua così una rivoluzione rispetto al sistema in cui siamo immersi e da cui siamo pesantemente condizionati, il business mondiale dei cibi spazzatura, che si regge su interessi economici colossali e sui consumi smodati di proteine e grassi animali, per non parlare poi dei vari alimenti confezionati, precotti e pieni di conservanti. Quante volte dopo aver mangiato carne, condimenti a base di burro e panna, o dolci tradizionali, vi sentite spossati, privi di forza, intorpiditi? Questo succede perchè, nutrendosi in quel modo, si va a impegnare il fegato e l'apparato digerente in modo eccessivo, costringendo questi organi a un superlavoro che azzera le forze anzichè apportare energia. Tutto ciò che di commestibile deriva dagli animali, secondo la dieta veganic, porta con sè tracce dannose per il nostro organismo. Il cibo ha forti implicazioni psicologiche e riuscire a conquistare un sereno rapporto con la tavola è fondamentale per ottenere salute e benessere."
"Una serie impressionante di patologie e intolleranze gravi" ha proseguito la Oxa "dipende direttamente dal disordine alimentare, incluso il cancro. Io ho incontrato sul mio cammino la cultura veganic e ho immediatamente compreso che avere una consapevolezza alimentare porta a capire i segnali del nostro corpo. Una scelta etica, che diventa un modo di essere in assoluta simbiosi con l'universo e che si fonda sul rispetto e sull'amore verso tutto ciò che ci circonda, quel macrocosmo di cui siamo parte integrante e attiva. L'educazione alimentare veganic mi ha aiutata ad ascoltare il mio corpo. È lui a dirmi di cosa ho bisogno e il mio organismo risulta riequilibrato e ripulito in virtù di un'alimentazione sana. Il mio stile di vita e il mio percorso mi hanno fatto incontrare Francesco Pecoraro, oggi mio chef di fiducia, amico ma soprattutto grande creativo nell'arte culinaria. Una persona che mette amore e inventiva nei piatti che prepara, un amore che viene nettamente percepito nel momento in cui assaporo le sue ricette. Per me ha inventato piatti a cui ha dato nomi legati alle mie esperienze artistiche, come il dessert Gelo Venere Proximo alla cannella, dedicato a Proxima, il mio ultimo album, e del quale io e il mio chef vi regaliamo con tutto il cuore la ricetta. Buon appetito".

Ecco la ricetta del Gelo Venere Proximo alla cannella, un dolce veganic ideato per Anna Oxa da Francesco Pecoraro, del ristorante Castello di Albereto, ad Albereto di Montescudo (Rimini).

GELO VENERE PROXIMO ALLA CANNELLA
Ingredienti per 8 persone:
un litro di acqua minerale naturale;
200 gr. di zucchero di canna;
2 stecche di cannella;
75 gr. di fecola di mais.
Preparazione. Preparare l'infuso di cannella facendo bollire per circa dieci minuti l'acqua minerale naturale e le stecche di cannella.
Lasciare a riposo l'infuso per una notte intera. Poi, filtrare l'infuso e aggiungere lo zucchero e la fecola di mais, precedentemente miscelati. Riportare il composto a bollore per dieci minuti, a fiamma bassissima. Riporre il composto ancora caldo in otto stampini per budino e lasciarlo a riposo per tre-quattro ore in frigorifero. Una volta pronto, il gelo alla cannella si può decorare con mentuccia e lamponi freschi e con scagliette di cioccolato di Modica.

RIMINIDONNA - sezione Luoghi di Charme
CASTELLO DI ALBERETO
"LA FABBRICA GASTRONOMICA"


Nel cuore della Romagna, un locale che rievoca atmosfere antiche ma che e' soprattutto il risultato dei viaggi lontani sulle rive del Bosforo, nei cortili dei riad marocchini, all'ombra dei lodge sudafricani, fino ai magici giardini d'Oriente... Viaggiatrice d'eccezione l'interior designer Egle Dorato, artefice di un progetto di restauro volto a migliorare la struttura originaria attraverso l'utilizzo di nuove tecniche e l'inserimento di forme e oggetti del nostro tempo.
di Arianna De Nicolo'

Castrum Albareti e' il nome latino di un piccolo nucleo medievale situato all'interno di una foresta di querce, tigli, pioppi e pini dove oggi sorge il ristorante Castello di Albereto "Fabbrica Gastronomica", il cui restauro e' stato fortemente voluto da Cesare Francolini e Carlo Mauri, rispettivamente nipote e figlio di Venanzio e Teresa Mauri, vecchi proprietari di questo antico edificio. La ristrutturazione, a cura dell'interior designer Egle Dorato che si e' avvalsa della collaborazione di Pierpaolo Saioni, si ispira allo stile eclettico delle architetture contadine del passato nel rispetto degli spazi e dei materiali originali. "Il desiderio era quello di preservare l'architettura originaria, cercando di valorizzare quegli elementi che evocano le atmosfere antiche attraverso forme ed oggetti del nostro tempo - ci spiega Egle Dorato. "L'edificio si articola in un susseguirsi di piccole stanze che conducono alla veranda attraverso la quale si accede alla corte interna, ricordo e libera interpretazione di un giardino orientale dove pietra, zinco, erba e bambu' si incontrano. La costruzione e' un gioco di simmetrie e sequenze prospettiche, un corpo in pietra e legno che custodisce elementi alleggeriti da una linearita' di stile elegante, essenziale e contemporaneo. Ecco allora wenge', pietra a vista, mobili cinesi, dettagli indiani e giapponesi fino a raggiungere la scala interna che interseca il mattone logorato dal tempo alle ceramiche di Vietri". Per gli arredi ogni minimo particolare e' stato ideato e progettato appositamente e realizzato artigianalmente dalla ditta Afa Arredamenti di San Giovanni in Marignano, mentre tutti i complementi e gli oggetti sono frutto di un'accurata attivita' di ricerca. La ricerca di una sobria eleganza, appunto risultato di delicati giochi di equilibrio tra artificio e naturalezza, che sono alla base di un intervento finalizzato a creare un luogo in cui ciascuno possa sentirsi a proprio agio. Questo luogo e' un ristorante dove soddisfare i palati e le gole piu' esigenti. A far si che cio' accada e' il maestro di cucina Francesco Pecoraro, chef professionista approdato a Montescudo dalle piu' svariate ed importanti esperienze professionali, con la voglia di creare uno "spazio" tutto suo, dove poter dar vita a questo angolo di charme in cui l'arte e' concepita ed espressa in tutte le sue forme. Presto nuove strutture arricchiranno l'offerta del Castello di Albereto: "La Bottega di Venanzio", un'enoteca che prende il nome dal vecchio proprietario Venanzio Mauri rispettivamente padre di Carlo e nonno di Cesare; e "Le Suites di Ca' Teresa" (madre di Carlo e nonna di Cesare), i cui nomi rievocano importanti vini emiliani: Amalia, Matilde e Boccadirosa. Il Castello di Albereto "La fabbrica gastronomica" con "La Bottega di Venanzio" e "Le Suites di Ca' Teresa" si propone dunque come un luogo di charme pensato e progettato meticolosamente, basato sulla esattezza delle proporzioni, sul gioco dei pieni e dei vuoti, sul colore "vissuto" degli intonaci. Una nicchia di sobria eleganza pensata per offrire ospitalita' all'avventore amante della natura e della storia, che si trovera' a passare per queste dolci colline...


La Voce - Romagna del Lunedi
LA DEFINISCE COSÌ LO CHEF PECORARO E I CLIENTI, DOPO AVER CENATO, CONFERMANO:
IL CASTELLO DOVE IL RE È IL CIBO
AD ALBERETO C'È UNA "FABBRICA GASTRONOMICA"


Albereto di Montescudo - Una vista mozzafiato che abbraccia tutta la costa, dal promontorio di Gabicce fino a oltre Cesenatico, un castello medioevale ricco di suggestione e di antiche atmosfere nel cuore della Romagna e, soprattutto, una cucina dove il cibo non lo si "cuoce" banalmente ma lo si fabbrica. Il Castello di Albereto e' un luogo veramente unico e affascinante, la cui struttura risale al 1300, dove i piatti della tradizione romagnola si mixano ai sapori mediterranei della Sicilia. Se si capita a cenare qui, in una bella sera d'estate, l'ideale per rinfrancare lo stomaco e la vista e' stare nella fantastica terrazza-giardino dove, al tramonto, sembra che le colline dell'entroterra riminese si fondano con le mille luci della costa e ancor piu' verso est, il blu profondo del mare e' solcato dai piccolissimi barlumi delle imbarcazioni. Mentre, per chi predilige un ambiente piu' raffinato, la saletta "Delle Rose" garantisce un trattamento degno di un nobile: posate d'argento, tovagliato in seta e piatti in finissima porcellana. Ma, l'apoteosi dell'eleganza, e' riservata a chi decide di scegliere una cena intima e romantica: una saletta per due persone dove degustare le specialita' a lume di candela; un ambiente richiestissimo tanto che, la lista d'attesa per poter riservare questa saletta supera abbondantemente, il mese. La cucina dello chef Francesco Pecoraro ha veramente una marcia in piu': e' una "fabbrica gastronomica" dove entrano solamente le materie prime di altissima qualita' e vengono trasformate in vere e proprie prelibatezze sia dai sapori antichi che moderni e sia a base di carne che di pesce. Persino il pane, i grissini, le spianate e la pasta sono realizzati all'interno del ristorante in una cucina essenziale che non utilizza burro, ma olio extra vergine d'oliva di produzione propria sia locale che siciliana. Il menu', assai vario, cambia spesso ed e' difficile consigliare un piatto che, essendo a base di materie prime sempre fresche, variano a seconda dell'avvicendarsi delle stagioni tuttavia, per quanto riguarda i primi di pesce, sono richiestissimi gli spaghettoni alla chitarra, con tutti i frutti di mare, personalizzati con mollica tostata e serviti in un tegamino di rame. Come non lasciarsi tentare dai passatelli al limone con tartufo serviti su uno specchio vegetariano e decorati con spinaci e tempura giapponese? Per i secondi, oltre al rombo chiodato in crosta di pistacchio di Bronte in leggera caponatina, il filetto di manzo irlandese servito su uno zoccolo di verdure gran sultano accompagnato, in estate, da uno spiedino di frutta esotica oppure una vera e propria specialita' siciliana: il capretto da latte al forno insaporito dall'origano selvatico di filaga. I profumi e i sapori di questo ristorante proseguono con la pasticceria dove si "confezionano" artigianalmente ben 25 tipi di dolci e oltre 12 tipologie di gelato. Nella carta dei vini sono presenti circa 300 etichette, provenienti dall'Enoteca Venanzio, sia italiane che estere, ma, la parte del leone, la fanno i vini romagnoli insieme a quelli siciliani, da segnalare il Giada Principe di Corleone: veramente ottimo. "Fin da quando abbiamo aperto nel 2003 - spiega lo chef Francesco Pecoraro - abbiamo deciso di portare avanti una cucina che premiasse in assoluto la qualita' accompagnata, anche, da un'attenta ricerca sulla presentazione delle portate: anche l'occhio vuole la sua parte". E, per chi decidesse di prolungare la serata in questo piccolo borgo da sogno a cavallo tra le colline, c'e' anche una zona adibita ad enoteca, dove a fine cena potrete gustarvi un delizioso dolce o sorseggiare un distillato per concludere in bellezza la serata oppure, sono a disposizione degli ospiti tre suite. Tommaso Torri


LE GUIDE DI CASE COUNTRY 2007
RISTORANTI DI CAMPAGNA
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CASTELLO DI ALBERETO


Nelle specialità ispirate ai variopinti e ricercati piatti della cucina mediterranea, viene esaltata la grande qualita' e l'indiscusso piacere di sentire nelle pietanze i profumi della terra e del mare. Suggeriamo di assaporare la tempura vegetariana con confettura di Troppa e salsa agrodolce, gli spaghettoni alla chitarra nel tegame di rame con frutti di mare e mollica tostata, filetto di tonno su stecche di cannella con cipollata ai pinoli e sciroppo di Malvello rosso, il trancio di pesce spada salmorigano con quennelle di caponatina. A conclusione, la rivisitazione del cannolo siciliano con salsa al caffe' e natura di agrumi.

LA FABBRICA GASTRONOMICA
Un luogo affascinante con una cucina tra le origini siciliane dello chef e la tradizione romagnola
Tra le colline verdi sopra Rimini, verso Montescudo, c'e' un piccolo paese che si chiama Castello di Albereto, dove da diverso tempo un siciliano gestisce un ristorante. Il locale si chiama come il paese, ed e' un luogo veramente magico, appena si entra nel piccolo borgo. La struttura risale al 1300 ed e' aperto tutte le sere, tranne il lunedi che e' il giorno di chiusura. Nei giorni festivi e' aperto anche a mezzogiorno. Si viene accolti come se fossimo dei nobili che fanno visita ad un principe. Sono presenti tre sale, veranda, saletta delle rose, saletta imperiale ed un prive', per circa 13 posti e nel periodo estivo viene sfruttata la piazzetta con circa 50 posti. Lo chef, che gestisce il locale insieme alla sua famiglia, e' Francesco Pecoraro, nato in Sicilia a Filaga vicino Palermo e diplomato all'alberghiero di Pallavicino. Le esperienze che hanno lasciato un segno nella sua creativita': i gemelli chef Giuseppe e Antonio Praino gli hanno trasmesso tantissimo. Gestivano l'Albergo Tamura di San Vito Lo Capo e qui ha imparato a cucinare il cous cous di pesce, la pasticceria e la cucina creativa. Questa esperienza la si puo' trovare nella realizzazione della salsa di caffe', nella natura di agrumi e nel cannolo siciliano rivisitato proposto nel locale. Nel periodo in cui ha lavorato a marina centro ha imparato la cucina romagnola con la sua pasta fatta in casa, la piadina e la spianata. Invece nell'esperienza in montagna ha approfondito la conoscenza degli antipasti e dei secondi. La grande svolta e' avvenuta nel 2005 quando il titolare del Castello di Albereto rimase molto affascinato dalla cucina mediterranea che proponeva nel locale dove lavorava precedentemente. Quando gli venne proposto di gestire il locale, prese subito la palla al balzo, perche' poteva realizzare un suo desiderio, la "fabbrica gastronomica". Basti pensare ai 14 gelati e ai 25 dessert di propria produzione che vengono proposti. Nei gusti dei gelati si possono trovare il pepe nero, il pistacchio di Bronte qualita' oro, il caffe' bianco. Qui i piatti sono serviti con materie prime di alta qualita'. Una cucina essenziale che non utilizza burro, ma olio extra vergine d'oliva di propria produzione sia locale che siciliana. Le ricette sono leggermente rivisitate ed i menu' di degustazione sono: pescato (53 euro), cortile di carne (47 euro), natura vegetariana (35 euro) e struzzo (36 euro), bevande escluse. Invece per un menu' alla carta si possono pagare circa 45 euro. La gestione delle sala e' svolta da Cristian e dal fratello Giorgio. Al ricevimento c'e' Davide Gostoli. Il titolare della struttura e' Cesare Francolini e la moglie Egle Dorato che ha realizzato la ristrutturazione. Nella carta dei vivi sono presenti circa 300 etichette e la parte del leone la fanno i vini romagnoli insieme a quelli siciliani. E' presente anche una carta delle birre e dei distillati. Ogni mese il menu' viene cambiato. Da provare: terrina di scampi reali alle sei verdure in coulisse di pomodoro profumato all'origano selvatico; spaghettoni freschi alla chitarra serviti nel tegame di rame ai frutti di mare e mollica tostata; rombo chiodato in crosta di pistacchio di Bronte in leggera caponatina. La Romagna e' presente con piadina e sfogliata con prosciutto di Carpegna e cicoria; una cassoncino alle patate di Montescudo e della salsiccia rosolata ai semi di finocchio; tagliatelle rustiche con battuta di salvia e un ragu' tagliato a punta di coltello; coscia di faraona farcita con specchio di minestrone e croccante di porri, coniglio selvatico all'alloro degli dei. Dalla Scilla praline di ricciola con codette di gambero e valeriana, gli agnellini d'africa con le sarde, il finocchio selvatico e pinoli tostati; l'arrosto di pesce spada servito con uno spiedino di carciofi all'olio extra vergine. E' presente anche un menu' fiorito: vellutata di rucola ai fiori di nasturzio e cannoli alle melanzane; risotti alle fragole di bosco, petali di rose rosse e riduzione di aceto stravecchio di Reggio Emilia; la tempura vegetariana alle violette in salsa agrodolce piccante e di Tropea. Arriviamo alla lista delle dolcezze: la piu' rappresentativa e' "Sentirsi in paradiso al Castello di Albereto". Si presenta con cilindri di cioccolato bianco e fondente, farcita con una mousse bicolore, il tutto galleggia in una spuma di birra bionda. Cassata siciliana composta con rosolio di cannelli e gelato di pistacchio di Bronte. Un luogo da provare almeno una volta sia per la bellezza del posto che per i piatti che lo chef crea nella sua officina, con la sua innata passione per la materia prima di qualita'. E' possibile avere alcune bottiglie al bicchiere. I formaggi che vengono usati provengono dall'azienda agricola locale "Il Colle" e dal caseificio siciliano del cognato, che sono bio. Invece le misticanze ed i fiori vengono dall'impresa riminese "Vivaio Belvedere". Anche il pane offerto e' realizzato in proprio, come quello con i fiori di sambuco, al sesamo d'orato, si semi di lino, papavero e al pesto di pinoli, una vera squisitezza. Una vera fabbrica del piacere.

IL MARE E IL PESCE REGNANO IN CUCINA
AL CASTELLO DI ALBERETO NEL RIMINESE


Bastano pochi minuti di dialogo per percepire la smisurata passione che anima Francesco Pecoraro , chef e titolare del ristorante Castello di Albereto". Situato nelle colline dell'entroterra riminese ad Albereto di Montescudo (RN), il locale e' curato da Davide e seguito dalla professionalita' di Giorgio, responsabile di sala e fratello di Francesco. Il mare e i pesci, i cui prodotti sono selezionati e provengono in parte dall'azienda di famiglia a Filaga (PA), sono elementi fondamentali per Francesco, la cui cucina ha qualcosa di magico e si mixa alla piacevolezza del posto. Il ristorante e' composto da varie salette ("Imperiale", dotata di aria condizionata, e "delle rose", dove si puo' cenare con menu' a base di fiori). Un piatto che sta riscuotendo successo e' lo spaghettone alla chitarra nel tegame di rame con frutti di mare e mollica tostata. Ma vanno citate anche le polpettine di ricciola con codette di gamberi, il ventaglio di ricciola tiepido con purea di sanmarzano, la tagliata di tonno. Lo chef prepara un cannolo tradizionale ottimo, ma la sua rivisitazione in salsa al caffe' con natura di agrumi non e' da meno. Da gustare magari con vini passiti siciliani tra cui il moscato di Pantelleria, del Principe di Corleone e il passito di Pantelleria di Donnafugata. Interessanti anche le degustazioni di prodotti siciliani e romagnoli con vini dell'enoteca. g.n.

Tratto da "Lombardia a tavola"
Italia a tavola network
n. 151


Ristoranti DELICATESSEN
di Romagna


Location romantica, per gli amanti del glamour. La cornice: un piccolo e suggestivo castello medievale sulle colline di Rimini, dal quale lo sguardo si perde sull' ampio lembo di costa tra Cattolica e Ravenna, e sulle dolci colline dell' entroterra. Gli spazi. eleganti e ricercati. giocano sui toni chiari e scuri dell'arredo moderno, creando il contrasto con Ie antiche pareti di pietre a vista. La luce soffusa aiuta, invece, a generare l' atmosfera e la magia del luogo. All' entrata si e' accolti dalla professionalita' di Davide Gostoli e Giorgio Pecoraro, fratello della chef e patron Francesco Pecoraro. Sono loro a introdurre gli avventori nella sala principale, molto suggestiva, con vista panoramica mozzafiato. Ma al castello si puo mangiare anche nella "sala imperiale", al primo piano, nella "sala delle rose" o nel piccolo privee per due persone.Dallo Sicilia, terra di origine dello chef, i profumi e i sapori della pasticceria a vista, nello quale si "confezionano" artigianalmente ben 25 tipi di dolci e oltre 15 tipologie di gelato. Chi desidera trascorrere uno notte nel borgo, sullo scia dell' atmosfera do sogno del locale, puo' scegliere tra tre suite di charme, a pochi passi dal ristorante, vicino all' enoteca, ideale, invece, per chi vuole prolungare la serata e gustarsi un bicchiere di vino al chiar di luna. In questa fabbrica di sapori. antichi e moderni, lo chef Francesco Pecoraro propone una cucina mediterranea creativa, frutto di fusione della cucina siciliana e di quella romagnola. Con piatti a base di materie prime sempre fresche che cambiano con I' avvicendarsi delle stagioni, vere prelibatezze di pesce e di carne, ma anche vegetariane. Dalle coste siciliane arrivano freschi ogni giorno ricciole e tonni, da quelle dell' Adriatico calamaretti spillo, mazzancolle e rombi chiodati. Qui si possono assaporare pietanze a base di struzzo, carne magrissima, altamente digeribile, tenera e saporito. Ogni settimana viene proposto l' eccezionale cous cous di carne e di pesce, quello vero. I piatti sono eccellenti e armonici, nel colore e nei profumi sempre accompagnati da pane, grissini e fragranti spianate, farina del sacco dello chef. Le Specialita': Gli antipasti: cuore di carciofo imbottito con affogato di struzzo allo zenzero; la zuppetta invernale di legumi e porcini, piccolo polpo in essenza e speck di sauris; tempura vegetariana con confettura di Tropea, salsa agrodolce e piccante. Come primi: pasta, quella meli', di anellini al forno ai sapori di mille e una notte; piatto forte della casa lo spaghettone alla chitarra nel tegame di rame con frutti di mare e mollica tostata. I secondi: rombo chiodato in crosta di pistacchio di Bronte "qualita' oro" in leggera caponatina all' aceto rosso invecchiato; coniglio selvatico all'alloro degli dei, polenta bramata ripiena con copertura fondente. I dolci: In trasparenza, la panna semicotta all'aroma di mandorla, alchechengi brinati e fogli in oro zecchino 22 carati; l' ananas croccante con soffio di rum zacapa e infuso di sigaro avana: sformatino di zucca gialla ai raggi di crema al marsala e zuccherino flambe' menta e ginepro: gelato al cioccolato Modicano con tartufo nero. I Vini: La carta dei vini. curata da Giorgio Pecoraro. L' esperto di casa di vini, conta 150 etichette, che ben rappresentano tutte le regioni italiane.


PANORAMA

Grande qualita' nella cucina mediterranea rivisitata.
Suggeriamo: tagliere di salumi misti selezionati; tempura vegetariana con confettura di Tropea e salsa agrodolce; spaghettoni alla chitarra nel tegame di rame con frutti di mare e mollica tostata; risotto alle fragoline di bosco; arrosticino di struzzo in crosta di pistacchi; filetto di tonno su stecche di cannella con cipollata ai pinoli e sciroppo di Malvello rosso; panna semicotta all'aroma di mandorla, ribes bianco brinato e fogli in oro.
La cantina: 150 etichette nazionali
L'ambiente: e' raffinato, con giardino e terrazza
Voto 8/10 LA GOLA IN TASCA - ALICE Questo locale si trova nel Castello di Albereto, dimora ricca di fascino e atmosfera, dove e' possibile fermarsi per qualche giorno, approfittando di una delle camere messe a disposizione degli ospiti. La cucina, sempre ispirata, si nutre dei profumi della Sicilia e si sposa a morbidezze romagnole con esiti sempre di prim'ordine, specialmente sul pesce. Occorrono 30-35 euro, esclusi i vini di una curata selezione. Menu di pesce a 45 euro.


CUCINA E VINO

E' sempre un piacere tornare al Castello di Albereto (nei pressi di Montescudo, provincia di Rimini) per il bellissimo Borgo che ospita il ristorante, per l'atmosfera calda, accogliente e riservata che caratterizza il locale e, soprattutto, per la gentilezza e la professionalita' che contraddistinguono tutto lo staff del ristorante. Inoltre la cucina dello chef Francesco Pecoraro e' sempre un'esperienza visiva-olfattiva-gustativa unica. Nella nostra ultima visita abbiamo potuto assaggiare un' entratina di crema di piselli e di olive con crostino, accompagnata da un buon prosecco; poi abbiamo proseguito con affettati e formaggi abbinati a miele e mostarde il tutto annaffiato da un buon sangiovese "sbefi" della fattoria San Valentino. Siamo poi passati ad una squisita tagliata di manzo con rucola, grana e patate giapponesi fritte; contorno di patate al forno e melanzane alla parmigiana. In questo caso abbiamo optato per un sangiovese "scabi" sempre della fattoria San Valentino, che e' dotato di una maggiore struttura e che nell'abbinamento con la tagliata si e' espresso davvero alla grande. Da menzionare il pane e le focacce fatti in casa dallo chef e davvero squisiti, cosi' come il gelato alle rose e i vari biscotti secchi che ci sono stati offerti al termine della cena. Prezzo della cena 35,00 euro piu' che corretto se rapportato alla qualita' dei piatti e alla bellezza del locale.


LA MADIA - Travelfood

Sicilia e Romagna si fondono al Castello di Albereto
Bastano pochi minuti di dialogo per percepire la smisurata passione che anima il lavoro di Francesco Pecoraro, chef e titolare del ristorante "Castello di Albereto", situato nelle colline dell'entroterra riminese, a pochi chilometri da Montescudo di cui Albereto e' una frazione e una fortificazione malatestiana che ha mantenuto intatto tutto il suo fascino. In questo contesto lo scorso febbraio Francesco ha aperto il "suo" locale. Decentrato ma estremamente suggestivo, proprio per questo il locale ha molte frecce al proprio arco: un bell'ambiente curato nei dettagli; la cortesia di Davide, e la professionalita' di Giorgio, responsabile di sala e fratello di Francesco; i prodotti, scelti esclusivamente dallo chef e provenienti (carni e formaggi) in parte dall'azienda agricola di famiglia a Filaga, nel palermitano, e in parte da produttori selezionati (per il pesce fresco, ricciole, tonni e pesce spada, da Salvatore Billeci, pure lui siciliano di San Vito Lo Capo). Un legame forte quello che lega Francesco alla sua terra, ma altrettanto saldo e' l'amore che nutre nei confronti della Romagna: lo dimostrano i venti anni di permanenza e il lavoro svolti qui. Il mare e il pesce. Due elementi fondamentali per il nostro chef. La cucina di Francesco ha qualcosa di intrigante, e anche il posto contribuisce ad accrescerne la piacevolezza: nelle serate di cielo terso lo sguardo puo' spaziare sulla miriade di luci della riviera adriatica. Il ristorante e' composto da varie salette, tra cui l' "imperiale", dotata di aria condizionata, e la saletta "delle rose", dove si puo' cenare con menu a base di fiori, o prenotare per una romantica cena a lume di candela. In estate si cena anche nella fresca veranda con stupenda vista panoramica. Mentre si sceglie alla carta, viene servito l'aperitivo e posato il cestino dei panini con semi di papavero e sesamo, grissini stirati a mano e spianate (al rosmarino e sale grosso, alla cipolla bianca e pepe nero) tutti opera dello chef. Un piatto che sta riscuotendo un notevole successo e' lo spaghettone alla chitarra nel tegame di rame con frutti di mare e mollica tostata. Segnaliamo un menu' a base di fiori riservato ai clienti della "saletta delle rose", specificando che i piatti cambiano ovviamente con le stagioni, in base alla disponibilita': risotto ai fichi con petali di rose rosse, astice brasato al brandy e caramello di aceto balsamico; scampi imperiali al forno profumati con timo aromatizzato al limone e fiori di nasturzio; semifreddo di sedano bianco con crema al lime coroncina di boccioli gialli di roselline. Francesco ha un debole per i dessert e, da buon siciliano, prepara un cannolo tradizionale di ottima qualita', ma la rivisitazione del cannolo siciliano in salsa al caffe' con natura di agrumi non e' da meno. Inoltre calice di tiramisu' dello chef; "sentirsi in paradiso al Castello di Albereto". Gelati al pistacchio di Bronte, qualita' oro, al caffe' bianco, alle rose di riviera, sono abbinato, come i dessert, ai vini passiti siciliani, tra cui il Moscato di Pantelleria, del Principe di Corleone e il Passito di Pantelleria di Donnafugata. Piacevole anche il "Ficodindio", servito ghiacciato. Molte interessanti le serata degustazione con prodotti siciliani e romagnoli, a partire da 15/20 euro (generalmente nella serata di mercoledi), e la possibilita' di degustare anche un solo piatto abbinato ad un calice di vino nell'enoteca. Un bel ristorante che fara' sicuramente molta strada.


GUIDA AI RISTORANTI DI ROMAGNA
di Pierantonio Bonvicini
RISTORANTI DELICATESSEN
di Romagna


"Il castello medioevale di Albereto e' un luogo di grande fascino, delizioso borgo, che sembra essere sospeso nel tempo. Lo spazio del ristorante si articola in accoglienti salette, che sembrano gli interni di una casa antica e di charme. L'atmosfera e' rilassata e soffice. In bella stagione si puo' scegliere di sostare nella panoramica terrazza oppure trovare un riparo piu' intimo nella corte interna. Francesco Pecoraro, Chef e patron della Fabbrica Gastronomica del castello, propone una cucina mediterranea, frutto di fusione della cucina siciliana e di quella romagnola. Il pesce arriva fresco dal largo delle coste siciliane di San Vito Lo Capo. I menu' degustazione spesso propongono pietanze a base di carne di struzzo, carne magrissima, altamente digeribile, tenera e saporita. Un assaggio: Leggera grigliata di struzzo con ananas brasata... Il cous cous di carne e pesce, un cous cous eccezionale, quello vero. I piatti sono eccellenti e armonici, nel colore e nei profumi. Le specialita': spaghettone alla chitarra nel tegame di rame con frutti di mare, astice brasato e mollica tostata. I vini: Il Castello di Albereto e' anche enoteca: propone una selezione curatissima di vini siciliani, vini romagnoli e delle Marche. In Carta circa 60 etichette."


CHIAMAMI CITTA' - RIMINI

"Pranzo da favola nel Castello di Albereto Le favole iniziano con "C'era una volta..." Il Castello di Albereto, invece, e' una favola al presente. Dov'e' Albereto? A non piu' di cinque minuti da Montescudo. Un piccolo borgo rurale di origine medioevale, con la chiesa ed il castello completamente restaurati grazie ad una complessa operazione, dopo decenni di abbandono. Al Castello si e' ricevuti dallo chef Francesco Pecoraro, gentilissimo anche come guida ai mille segreti del castello ritrovato. A tavola il colpo d'occhio e' subito ottimo... il rapporto qualita'-prezzo e' da cinque stelle... Albereto meritava gia' una visita dopo i restauri che l'hanno salvata dal degrado. Ora vi sono ancora piu' motivi per riscoprirla."


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